La stagione estiva è occasione di migrazioni e aggregazioni che accresce la voglia di visitare nuove grotte, fare nuove esperienze e stringere nuove amicizie; con queste motivazioni ci siamo spinti in direzione Sicilia, precisamente a Cefalù, rinomata località turistica ai piedi del Parco delle Madonie e confine tra il mare e la montagna che custodisce tesori sotterranei come l'”Abisso del gatto”, cavità ipogea di grande rilievo in Sicilia, nota per le sue caratteristiche e la sua complessità. Qui un gruppo trasversale di speleologi, di diversa provenienza e differente affiliazione accomunati dalla curiosità e dall’amore per le cavità naturali, si sono dati appuntamento per visitare questa rispettata grotta della Trinacria.

Ospiti del Gruppo Speleologico della locale sezione CAI e con il supporto del Centro Speleologico Etneo la compagine speleologica composta da Mario Sarrica (Gruppo Speleologico CAI Cefalù), Alessandro Zappalà (Centro Speleologico Etneo – Catania), Alessandro Tucci (Sezione CAI Catanzaro), Giampaolo Pinto (GASP CAI Gioia del Colle – G.S. Melandro), Enrica D’Errico (GASP CAI Gioia del Colle), Pasquale Schifino (Sottosezione CAI Cerchiara di Calabria e G.S. Melandro), Luana Macrini (Sezione CAI Castrovillari e G.S. Melandro) è riuscita a raggiungere il sifone terminale che inesorabilmente e inequivocabilmente è il limite esplorativo e definisce l’inversione di marcia.

Il nostro più sentito ringraziamento va alla Sezione CAI di Cefalù per l’organizzazione (autorizzazioni e permessi) e l’impegno profuso per l’attrezzamento della progressione in corda della grotta agevolando la nostra escursione e la nostra permanenza sul territorio.

L’Abisso del Gatto – Informazioni

È situato alle pendici occidentali di Cozzo Carcarello, a una quota di 380 metri sul livello del mare (m s.l.m.) e rappresenta la grotta più profonda della Sicilia, con una profondità di 323 metri e uno sviluppo di oltre un chilometro.

Si tratta di una grotta carsica, scavata nella piattaforma di calcari affioranti nelle Madonie con le caratteristiche di un inghiottitoio attivo, sebbene attualmente assorba acqua solo durante periodi di piogge prolungate. È costituita da un susseguirsi di strette gallerie, perlopiù meandriformi, disposte su più livelli collegati da una serie di pozzi tra cui il “Pozzo Cefalù” che con i suoi 60 metri risulta essere il più profondo. Ampie sale si sviluppano in corrispondenza dell’intersezione di linee di frattura della roccia. Le gallerie più superficiali presentano forme legate allo scorrimento delle acque sotterranee, mentre in quelle più profonde e in alcuni rami laterali sono ben visibili numerose stalattiti, stalagmiti e imponenti colate carbonatiche. La grotta, come detto, termina in una stretta galleria laddove la volta si abbassa improvvisamente fino a un sifone che rende impossibile la prosecuzione.

Le prime esplorazioni dell’Abisso del Gatto risalgono al 1955, quando gli speleologi del Club Alpino Italiano (CAI) di Cefalù discesero il primo pozzo profondo 12 metri. Le ricerche ripresero negli anni ’80, ma furono sospese per mancanza di materiale di progressione. Nel 1986, con il coinvolgimento del CAI di Palermo, fu possibile raggiungere il fondo della grotta e completare l’esplorazione dei rami e delle gallerie laterali allora conosciute. Il Centro Speleologico Etneo (CSE) ha partecipato alla scoperta ed esplorazione di questa importante cavità.

A causa delle sue caratteristiche e difficoltà, la grotta, il cui ingresso si trova su proprietà privata, è frequentabile solo da speleologi ben preparati tecnicamente e fisicamente. L’Abisso del Gatto è incluso all’interno dei confini del “Parco delle Madonie”. Grazie alla sua inclusione in un’area protetta e alla sua difficoltà tecnica di accesso, la grotta gode di un buono stato di conservazione, considerato anche, come detto, che l’accesso è limitato solo a speleologi esperti. L’Ente Parco delle Madonie ha co-finanziato progetti di valorizzazione dei siti ipogei, inclusi l’Abisso del Gatto, con la collaborazione del CAI Sicilia e del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

Non sono stati presentati studi specifici sulla fauna sotterranea all’interno dell’Abisso del Gatto fino a tempi recenti, probabilmente a causa della sua complessità; tuttavia, nell’ambito di studi recenti sulla fauna Campodeidae sotterranea della Sicilia, è stata rilevata la presenza di Campodea (Campodea) majorica sicula; questa specie è stata individuata facilmente lungo il meandro, sotto rocce e detriti, soprattutto nelle parti più interne della grotta.

Il gruppo dei partecipanti