Sabato 10 ottobre 2020 il Gruppo Speleo Melandro ha effettuato con successo una prova di colorazione nella Grotta Castel di Lepre a Marsico Nuovo (PZ), che ha permesso di verificare il collegamento con l’Inghiottitoio 2 di Castel di Lepre e individuare lo sbocco della diramazione corrispondente all’interno della grotta principale.

Il tracciante viene immesso nell'Inghiottitoio 2.
Il tracciante viene immesso nell'Inghiottitoio 2 (foto di Raffaele Coiro).

Gli speleologi impegnati nell’esplorazione si sono divisi in due squadre: la prima aveva il compito di immettere la fluoresceina nell’Inghiottitoio 2 e poi raggiungere l’altra squadra per verificare che il tracciante non comparisse anche da altre diramazioni più a monte; la seconda squadra aveva il compito di attendere il passaggio del tracciante nel punto della Grotta di Castel di Lepre nel quale converge la maggior parte delle acque che vi scorrono e individuare la diramazione che collega la grotta al punto di immissione.

In corrispondenza delle Vasche, nei pressi del primo sifone, l’arrivo del colorante è stato accertato circa 3 ore e 40 minuti dopo l’immissione. Successivamente, risalendo la corrente, lo sbocco dell’acqua col tracciante è stato individuato in corrispondenza dell’innesto di un ramo già noto: un passaggio sifonante molto basso, che prossimamente sarà oggetto di un tentativo di disostruzione. La portata stimata di questo ramo era di 5-6 litri al secondo.

Individuazione del tracciante all'interno della grotta.
Individuazione del tracciante all'interno della grotta (foto di Mario Di Grazia).

La fluoresceina, abitualmente utilizzata per questo tipo di attività, è un colorante non inquinante che permette di tracciare il percorso delle acque nel sottosuolo. Nel caso in questione, il passaggio del colorante è stato rilevato sfruttando la sua luminescenza alla luce ultravioletta grazie a un’apposita lampada.

Si tratta di una scoperta interessante, grazie alla quale si è aggiunto un nuovo tassello alla conoscenza di questa importante cavità naturale lucana e dell’idrologia sotterranea dell’area, con la prospettiva della futura esplorazione di un nuovo ramo.

Il test rappresenta l’avvio di un progetto che prevede l’effettuazione di tracciamenti in alcune grotte lucane, allo scopo di individuare collegamenti fra cavità percorse dall’acqua e tentarne in seguito la congiunzione mediante esplorazioni mirate.

 

Il tracciante viene rivelato dalla luce UV.
Il tracciante viene rivelato dalla luce UV (foto di Mario Di Grazia).

Tutte le operazioni sono state eseguite con l’ausilio di materiali e corde in possesso del Gruppo Speleo Melandro e nel pieno rispetto delle misure di sicurezza contro il Covid-19. Hanno partecipato Antonio Manzella, Aristide Fiore, Mario Di Grazia, Raffaele Coiro e Rocco Pignata.

Raffaele Coiro